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mercoledì 28 giugno 2017

ARCHEOLOGIA E FUTURO — il Blog di Franco Cambi

Franco Cambi

FRANCO CAMBI - Nato all’isola d’Elba nel 1957, vive a Siena, dove si è laureato nel 1982 e dove insegna “Archeologia dei Paesaggi”. Ha tenuto numerose lezioni e conferenze. Ha partecipato a Convegni, Seminari e incontri di studio e svolge costantemente attività di comunicazione sul tema della archeologia dei paesaggi. E’ Dottore di Ricerca in Archeologia romana ed è stato titolare di una borsa di studio post-dottorale nonché membro della European Science Foundation e dei progetti “Populus”. Afferisce alla Scuola di Dottorato di ricerca in “Storia e Archeologia Globale dei Paesaggi” (Università degli Studi di Foggia) ed è membro del Centro Interuniversitario di Scienze del Territorio (Università di Firenze, Pisa, Siena, Scuola Normale Superiore, Scuola Sant’Anna). E’ socio della Società dei Territorialisti. Ha effettuato e diretto numerosi scavi e ricognizioni in Toscana, Puglia e Sicilia.

​MOND. Un Museo possibile in una Contrada di Siena

di Franco Cambi - martedì 28 giugno 2016 ore 15:23

Le domande ricorrenti fra gli addetti alla ricerca, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale (archeologi, storici dell’arte, antropologi, museologi) ogni volta che si apre un nuovo museo sono: “è funzionale?”; “è attraente?”; “è economicamente sostenibile?” 

Il nuovo Museo della Contrada Capitana dell’Onda, a Siena, è tutte queste cose. Ai non senesi ricordo che a Siena ciascuna delle diciassette Contrade ha un proprio Museo che raccoglie i Palii vinti, con una piccola sezione che racconta la storia e le particolarità del territorio della Contrada stessa e mostra gli oggetti e i cimeli più importanti. I Musei del nostro tempo, però, non sono fatti soltanto per conservare vecchie memorie da trasmettere alle persone che ne recepiscano i significati in maniera più o meno passiva e a seconda del livello di scolarizzazione. Il Museo moderno deve potere trasmettere in ogni caso dei significati compiuti, degli stimoli, delle emozioni. MOND, Il Museo dell’Onda (un nome che evoca aperture verso altri mondi) mi pare che assolva in pieno a questo compito. Stefano Neri, architetto e contradaiolo, ha fatto proprio un ottimo lavoro.

Va detto, anzitutto, che il recupero del vecchio Asilo Infantile Policarpo Bandini permette di recuperare uno spazio prestigioso nel cuore del territorio della Contrada, in via Dupré, valorizzandolo al meglio. Il nuovo allestimento museale crea un coerente tessuto connettivo fra oggetti, tradizioni, momenti della vita e della storia della Contrada. Sono belli i masgalani (oggetti di prestigio con cui annualmente si premia una Contrada per l’eleganza mostrata dai suoi alfieri e tamburini durante il corteo storico), le monture delle comparse, le bandiere, i palii vinti. 

E’ interessante il filmato che mostra il restauro dei tamburi. Vi sono, fra l’altro, curiosità che sono autentiche chicche. Nel Museo, un modellino del transatlantico Raffaello ricorda che, nella circostanza del viaggio inaugurale della nave (l’ultima grande nave passeggeri costruita in Italia), a bordo si trovava una comparsa della Contrada dell’Onda. Uno dei Palii più belli ed emozionanti che siano mai stati dipinti si trova proprio qui, nel MOND: è il Palio dipinto per la Carriera del 2 luglio 1995 da Giovanni Ticci (senese e disegnatore di Tex), che raffigura il soldato spagnolo ferito dopo il sacrilegio compiuto contro la Madonna di Provenzano.

Scaricando l’apposita app sullo smart-phone, è possibile usufruire di informazioni e di contributi visivi e sonori aggiuntivi grazie alla rete Qr-Code di cui MOND è dotato.

Dietro ogni Museo c’è una comunità, con la sua vita, la sua storia, il suo passato, il suo futuro. Per questo possiamo dire che MOND è funzionale, attrattivo e sostenibile. 

Franco Cambi

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