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mercoledì 26 giugno 2019

PENSIERI DELLA DOMENICA — il Blog di Libero Venturi

Libero Venturi

Libero Venturi è un pensionato del pubblico impiego, con trascorsi istituzionali, che non ha trovato niente di meglio che mettersi a scrivere anche lui, infoltendo la fitta schiera degli scrittori -o sedicenti tali- a scapito di quella, sparuta, dei lettori. Toscano, valderopiteco e pontederese, cerca in qualche modo, anche se inutilmente, di ingannare il cazzo di tempo che sembra non passare mai, ma alla fine manca, nonché la vita, gli altri e, in fondo, anche se stesso.

Gelosia

di Libero Venturi - domenica 19 maggio 2019 ore 07:30

"No, non è la gelosia, /ma è la passione mia./ Quando ti guardano gli altri,/ io fremo perché/ io il tuo cuore lo voglio soltanto per me./ No, non è la gelosia,/ so che tu sei solo mio./ Ciò che mi strugge non so io neppure cos'è,/ Ma non temere, non sono gelosa di te». No, macché!

È il “Tango della gelosia”, cantato, tra gli altri, da Milva e Claudio Villa. Notare l’insistenza dell’io e dell’aggettivo possessivo. La gelosia fa girare diverse cose: le palle e molte frasi in rete. Ne riporto alcune.

«Sono gelosa di qualunque ragazza ti abbia mai abbracciato perché per un istante lei ha tenuto fra le braccia il mio mondo». Cavolo, addirittura! Meno male che, come faceva una vecchia canzone, “il mondo non si è fermato mai un momento”. La frase è riferita da “Facciabuco.com” e ci sarà un perché. O sarà una parodia di “Facebook”?

Invece “Bastardo dentro” riporta «non è che io sono gelosa, è che sono tutte troie». Usa il femminile “gelosa”, ma poteva dire “geloso”. Forse si peritava. Ma quando uno è “bastardo dentro”, è “bastardo davvero”.

Su Facebook, “Amore è gelosia”: «la fidanzata gelosa, che non s’incazza mai e che non ti rompe i coglioni esiste. È quella che si sta già scopando un altro». La gelosia è brutta, ma l’invidia di più.

“Questa sono io, la felicità ha un nome: siamo fatti per stare insieme” invece ci rivela quanto segue. «Un vero uomo: ti chiama per sentire la tua voce, ti manda messaggi durante il giorno, ha voglia di vederti, è geloso, e protettivo, ti ama». Dio ce ne scampi e liberi!

Dal canto suo “Parola del giorno: gelosia”, postando due cuoricini -che tenerezza- afferma perentoria: «sono gelosa del tuo passato perché a questo mondo nessuno dovrebbe sapere che sapore hanno le tue labbra a parte me». No, dico, come si fa ad essere gelosi del passato? Lasciamolo stare il passato. Il presente lo posso anche capire. Il futuro è incerto e difficile la vita, come canta Tonino Carotone: “e nostra piccola vita e nostro grande cuore”, ma il passato in amore è sempre stato fatto salvo da tutti e da tutte. Ognuno ha avuto, legittimamente o meno, il suo. Del resto “il passato -scrive Carofiglio- è una terra straniera”. Pessima cosa il senso del possesso nelle relazioni. Le dolci metà diventano rapidamente tre quarti e poi ti ritrovi in minoranza in due. Rimarchevole comunque l’allitterazione “sapere”, “sapore”. Come il dantesco «amor ch’a nullo amato amar perdona» di Paolo e Francesca, uno dei più illustri esempi di tradimento e gelosia, di amore e morte. Perché non c’è gelosia senza tradimento e viceversa. Come le lettere d’amore che, secondo Pessoa, sono ridicole e non sarebbero lettere d’amore se non fossero ridicole. La domanda vera è: ci può essere amore senza gelosia? Oppure: la gelosia uccide l’amore? Ah, saperlo, saperlo!

“Amore vuol dire gelosia/ per chi si innamora di te/ rimani con me, su non dire di no/ ma perché tu fai così non dici sì”. Ancora un coinvolgente tango in tema di gelosia. Con testi diversi, diversamente cantato da Nilla Pizzi a Celentano, passando per Betty Curtis e la divertente e dissacrante parodia del Quartetto Cetra. Interessante, tra le tante variazioni, l’introduzione della congiunzione con valore ipotetico “se” all’inizio della frase: “se amore vuol dir gelosia”. È per appoggiare la voce o esprime un dubbio insolubile?

Comunque, «non potrai mai fare ingelosire una Ferrari salendo su una Panda». Fa parte di 32 immagini sulla gelosia ed è una frase vera. Classista. Chi la scrive probabilmente ha una Ferrari, chi la cita una Panda, come il vostro modesto corrispondente dei Pensieri della Domenica.

In conclusione, un siparietto “familiare”.

- Ieri ho visto la Pina, sempre bella... Oddio bella, altera... È un po’ invecchiata pure lei, gli anni passano anche per le belle, anzi, di più. Te la ricordi la Pina, vero?

- Sì, insomma, mi pare, la Pina, come no... Ma la Pina chi, scusa?

- Quello era “Fassina chi”. A proposito che fine ha fatto? Comunque, tutti così gli uomini, per voi siamo trofei: fare all’amore, scopare diciamo, e poi nemmeno la consolazione della memoria. Piuttosto la dannazione!

- Ma veramente...

- Dai! La Pina, quella tua antica fiamma che mi dicevi: la ballerina di tango, l’unica con cui ti sei degnato di esibirti, di vincere la vergogna di ballare, che poi che vergogna sarà, è solo la tua altezzosa inibizione. Frustrazione, anzi.

- Ah, la Pina, forse... Il tango qual è? Un due e tre, un due e tre...?

- Ma, no! Quello è il valzer! Il tango, semmai, è ta, ta, ta, ta, taratatata, ta, ta, ta, ta... Sono più movimenti. Dimenticati anche quelli?

- No, via, non so chi sia questa Pina. Me ne ricorderei, ho quasi settant’anni e le donne che ho avuto si contano appena sulle dita delle mani.

- Ecco, la conta! Qui ti volevo. La contabilità degli amori... Maschi, che squallore!

- O, ma che palle! C’è luna storta, stasera? La menopausa tira male?

- Te pensa all’andropausa, piuttosto, e non userei tanto a sproposito la parola “tira”...

- Ecco, lo sapevo, sono le pasticche che prendo...

- Vabbè, scusa, lascia fare la Pina, tanto è acqua passata ormai...

- E poi te sei più bella della Pina!

- Allora ammetti?

- Macché! Ho capito forse chi è... E te sei più bella...

- Sì, recupera, recupera. Tutti uguali!

- Ma tutti chi? E quanti poi?

- Ora rigira la frittata...

- «Gira, rigira, biondina/ l’amore, la vita/ godere ci fa./ Quando ti vedo, piccina,/ il mio cuor sempre fa/ tic-tì, tic-tà»... Giri e rigiri, cicli e ricicli, stagni e ristagni, porti e riporti, torni e ritorni...

- See, canta lui! E gioca con le parole, il letterato... Buonanotte.

- Notte.

Qualche giorno dopo.

- Sai la Pina che ti dicevo l’altra sera? Mi sono sbagliata, non era stata con te, ma con Josè, quel mio caro amico argentino... Te lo ricordi Josè, vero?

- Vedi, mi pareva... Chi cazzo è questo Josè?!

Buona domenica e buona fortuna.

Pontedera, 19 Maggio 2019

Libero Venturi

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