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mercoledì 21 novembre 2018

Cronaca lunedì 29 ottobre 2018 ore 16:00

Consip, la procura di Roma ha chiuso l'inchiesta

Tiziano Renzi

I pm hanno chiesto l'archiviazione per Tiziano Renzi. Potrebbero andare a processo l'ex ministro Lotti e altri indagati eccellenti



ROMA — Dopo due anni di indagini la procura di Roma ha chiuso l'inchiesta sulle fughe di notizie in merito agli appalti della Consip, la centrale acquisti del Ministero dell'Economia (vedi qui sotto gli articoli collegati).

Al momento è stato reso noto che i pm hanno chiesto l'archiviazione per Tiziano Renzi, padre dell'ex premier Matteo, inizialmente accusato di traffico di influenze illecite e poi di millantato credito. 

Nella richiesta di archiviazione i pm spiegano che Tiziano Renzi, da loro interrogato nel febbraio 2017 in veste di indagato, fece "affermazioni non credibili" e fornì una "inverosimile ricostruzione dei fatti"; tuttavia gli inquirenti non hanno trovato prove sufficienti a dimostrare che fosse a conoscenza e abbia avuto un ruolo attivo nell'attività illecita svolta dall'amico imprenditore Carlo Russo, anche lui indagato per millantato credito per aver fatto pressioni, tirando in ballo proprio l'amicizia con Tiziano Renzi, sull'allora amministratore delegato della Consip Luigi Marroni al fine di influenzare l'esito degli appalti banditi dall'ente.

In pratica Renzi padre ha dichiarato agli inquirenti di conoscere bene Carlo Russo ma di non aver mai parlato con lui della Consip. A questo proposito però i pm ritengono attendibile la testimonianza resa dall'ex ad Marroni in merito agli incontri nel corso dei quali Tiziano Renzi gli chiese di "dare una mano a Russo". Si trattava però di raccomandazioni generiche a cui Marroni non dette seguito e che non sono sufficienti, secondo i pm, a sostenere l'accusa contro Renzi senior. "Nonostante tutti gli approfondimenti possibili - scrivono i pm - non è dato rinvenire alcun elemento, aldilà - si ribadisce - di un giudizio di inattendibilità di quanto dichiarato da Tiziano Renzi, che consenta di ritenere che la raccomandazione spesa in favore di Russo fosse conseguenza di un accordo con lo stesso, al fine di esercitare indebite pressioni su Marroni per alterare le gare d'appalto indette da Consip".

Per quanto riguarda invece i contatti fra Renzi senior e l'imprenditore napoletano Alfredo Romeo, rinviato a giudizio per corruzione in un appalto Consip da 2,7 miliardi di euro, la procura ha accertato solo un incontro fra i due avvenuto però nel 2015, periodo ritenuto dagli inquirenti troppo lontano nel tempo per essere collegato alla vicenda.

Peraltro la procura ha chiesto l'archiviazione per l'accusa di traffico di influenze illecite mossa nei confronti dello stesso Romeo e del suo collaboratore Italo Bocchino, ex parlamentare di An. Richiesta di archiviazione anche per l'ex presidente della Consip Luigi Ferrara, accusato di false dichiarazioni ai pm, nonchè per l'ex ad di Consip Domenico Casalino, per l'ex ad di Grandi Stazioni Silvio Gizzi e per il dirigente Francesco Licci (a loro carico l'accusa di turbativa d'asta).

Nella stessa inchiesta ci sono altri indagati eccellenti che potrebbero rischiare il processo, come l'ex ministro Luca Lotti, l'ex comandante generale dell’Arma Tullio Del Sette e l'ex comandante della Legione Toscana dei Carabinieri, Emanuele Saltalamacchia (tutti e tre accusati di favoreggiamento per aver rivelato l'esistenza di un'inchiesta sulla Consip a Marroni e, nel caso di Saltalamacchia, a Tiziano Renzi), il colonnello dei carabinieri Gianpaolo Scafarto (accusato di falso e depistaggio,) il colonnello dei carabinieri Alessandro Sessa (anche lui ccusato di depistaggio), il presidente di Publiacqua Filippo Vannoni (l'accusa è favoreggiamento), l'imprenditore Carlo Russo, amico di Tiziano Renzi (l'accusa è appunto millantato credito).

Una volta che i pm avranno formulato le richieste anche per loro, sarà il giudice delle udienze preliminari a decidere se accettarle oppure optare per il rinvio a giudizio o per un supplemento di indagine.

Nel frattempo, l'avvocato di Tiziano Renzi, Federico Bagattini, ha dichiarato all'agenzia Ansa che "alla soddisfazione professionale per l'esito, del resto ancora da confermare trattandosi solo di richiesta di archiviazione, si unisce quella personale da parte del dottor Tiziano Renzi, che risulta, tuttavia, menomata dalla considerazione che la campagna subita negli ultimi due anni abbia prodotto gravi e irreversibili danni sul piano personale, familiare ed economico".

Notizia in aggiornamento



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