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sabato 23 settembre 2017

Cronaca venerdì 01 settembre 2017 ore 11:58

Spararono al benzinaio, incastrati dalla microspia

I carabinieri hanno individuato due dei tre giovani che il 1 febbraio colpirono al piede il titolare di un distributore a Matassino durante una rapina

FIGLINE INCISA — Un componente del terzetto, un ragazzo di diciassette anni, è stato preso subito dopo il colpo. Gli altri due, di 22 e 31 anni, sono riusciti a defilarsi. Le indagini dei carabinieri, però, sono state incessanti e alla fine hanno permesso di smascherare la banda e di rintracciarli a Livorno e Riccione dove si erano trasferiti. 

Il colpo risale al 1 febbraio scorso. Quella sera i ragazzi, a bordo di un'auto, hanno preso di mira un distributore di benzina a Matassino che il più piccolo dei tre conosceva bene. Arrivati a poca distanza dall'obiettivo, il giovane alla guida ha fatto scendere gli altri due per poi entrare da solo nell'area di servizio e fare rifornimento. Accertatisi che il benzinaio fosse solo nel gabbiotto, gli altri due sono passati all'azione prima minacciando l'uomo per farsi consegnare l'incasso e poi colpendolo con il calcio della pistola. La sua resistenza, però, ha mandato in fumo i piani costringendo i ragazzi a scappare non prima di aver esploso un colpo che lo ha centrato al piede. 

Il più giovane dei tre malviventi è stato preso subito, essendo stato riconosciuto dal benzinaio. Dalla sua bocca, però, non sono uscite informazioni utili a rintracciare nell'immediato gli altri due complici, fuggiti dopo aver gettato via abiti e pistola. L'arma è stata poi ritrovata in un campo a Pian di Rona, nella zona di Reggello. 

A incastrare i responsabili del colpo, alla fine, è stato lo stratagemma escogitato dai carabinieri che hanno piazzato una microspia nella macchina di uno degli indagati. Grazie a un pezzo di carta con una scritta anonima in cui si faceva riferimento alle responsabilità dei tre ragazzi nel colpo al distributore, sono stati intercettati dei commenti che hanno permesso di ricostruire la vicenda e di assegnare a ciascun componente della banda un ruolo nella vicenda. 

Il giudice ha quindi dato applicazione al fermo dei due giovani. Con una distinzione proprio sulla base della parte giocata nella rapina: per il 22enne, autore materiale del colpo, si sono aperte le porte del carcere 'Le Sughere' di Livorno, mentre per il 31enne sono scattati i domiciliari nella propria abitazione a Cavriglia. 

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