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La longevità come qualità della vita, il libro di Emanuela Bartolozzi

Il volume, dal titolo "Happy Aging. Mantenere salute, bellezza, gioia", sarà presentato all'Hotel Villa Cora di Firenze

Emanuela Bartolozzi

Vivere più a lungo non basta: conta come si vive. Da questa convinzione nasce "Happy Aging. Mantenere salute, bellezza, gioia",  il libro di Emanuela Bartolozzi, medico specialista in medicina rigenerativa e longevità.

Il libro, pubblicato da Edizioni Mediterranee per la collana L'altra medicina, sarà presentato mercoledì 18 Novembre alle 18,30 all'Hotel Villa Cora di Firenze, durante incontro a numero chiuso condotto dalla giornalista Letizia Cini.

Il libro passa in rassegna i meccanismi biologici dell'invecchiamento e gli strumenti per prevenirne il declino: alimentazione, fitoterapici e nutraceutici, con schede sui cibi e ricette; tecniche meditative; cura della pelle, medicina rigenerativa ed estetica. Uno spazio è dedicato anche all'energia e alle frequenze (suono, luce, onde elettromagnetiche), terreno che l'autrice esplora accanto ai temi più consolidati.

Forlivese di nascita, Emanuela Bartolozzi vive e lavora a Firenze, dove si è laureata con lode in Medicina e Chirurgia. Ha conseguito master in ossigeno-ozono terapia all'Università di Siena e in medicina ambientale, e si è perfezionata in scienze cosmetiche alla Statale di Milano. Già docente a contratto nei master post-laurea dell'Ateneo fiorentino, ha collaborato con la Lilt di Prato. Da sempre appassionata di medicine complementari e nutrizione, è iscritta all'albo dei Medici di Firenze in qualità di omeopata.
È la fondatrice di Longeva, clinica della longevità dedicata alla medicina anti-aging e rigenerativa, dove guida un'équipe che integra diagnostica, nutrizione, medicine complementari e trattamenti avanzati in percorsi costruiti sulla singola persona. Dalla sua ricerca è nata inoltre la linea di skincare bio-certificata Ema Bart di Firenze.

Longevità, per l'autrice, significa prendere coscienza del potere che ciascuno ha sulla propria salute, intervenendo sui processi che conducono all'invecchiamento e alla malattia anziché limitarsi a curarne i sintomi. Non una questione di tempo, ma di qualità della vita. "Significa conoscere lo stato di salute del nostro organismo anche in assenza di sintomi - spiega l'autrice- per intercettare fragilità o predisposizioni a qualche patologia e rallentarne, o invertirne, il processo. L'obiettivo è vivere tutti gli anni che abbiamo a disposizione in modo autonomo e senza sofferenze fisiche: garantirci, cioè, una buona qualità della vita il più a lungo possibile. Sentirsi bene nel proprio corpo vuol dire essere più presenti alla vita, a se stessi e agli altri, e questo si riflette positivamente sull'umore e sulla qualità delle relazioni".

"L'età anagrafica - aggiunge- spesso non corrisponde a quella biologica. Oggi, grazie alla medicina e alla chirurgia estetica, è sempre più facile apparire più giovani; ma se non ci occupiamo anche di ciò che accade all'interno, i processi di senescenza restano ancorati agli anni che abbiamo".

Accanto ad una buona genetica, spiega ancora l'autrice, lo stile di vita e l'alimentazione possono fare la differenza: "Mangiare in modo adeguato, per qualità e quantità; fare attività fisica con costanza, senza eccedere nell'intensità, che al contrario potrebbe usurarci e accelerare l'invecchiamento; rispettare i bioritmi, concedendoci le ore necessarie a un sonno rigenerante; dedicare tempo a ciò che ci dà piacere e coltivare una rete di relazioni che non ci faccia sentire soli. Come ha dimostrato un celebre studio dell'Università di Harvard sulla longevità, 'Good genes are nice, but joy is better': i buoni geni aiutano, ma la gioia conta di più".