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Sostenibilità e partnership al centro del Report Eni for 2025 – A Just Transition

ROMA (ITALPRESS) – La sostenibilità come leva di trasformazione industriale, competitività e coesione sociale. E’ il messaggio al centro della presentazione di “Eni for 2025 – A Just Transition”, il report di sostenibilità illustrato al Gazometro di Roma agli stakeholder, in un momento di confronto dedicato ai risultati dell’anno e al percorso avviato dal gruppo […]



ROMA (ITALPRESS) – La sostenibilità come leva di trasformazione industriale, competitività e coesione sociale. E’ il messaggio al centro della presentazione di “Eni for 2025 – A Just Transition”, il report di sostenibilità illustrato al Gazometro di Roma agli stakeholder, in un momento di confronto dedicato ai risultati dell’anno e al percorso avviato dal gruppo Eni.Il documento racconta una sostenibilità articolata su più dimensioni: strategie di lungo periodo, sistemi di gestione ambientale e sociale, attenzione alle persone, innovazione responsabile, integrità, trasparenza, dialogo con gli stakeholder, sviluppo dei territori e catena del valore. “Dal report emerge come tutte le azioni di sostenibilità si facciano insieme – ha spiegato Luigi Sampaolo, Head of Sustainability Positioning and Stakeholder Engagement di Eni -. La sostenibilità è declinata attraverso cinque direttrici: neutralità carbonica, protezione dell’ambiente, il valore delle nostre persone, l’alleanza per lo sviluppo socio-economico, la sostenibilità della catena del valore”.Nel corso dell’evento è stata sottolineata la necessità di restituire pieno significato a una parola, sostenibilità, spesso utilizzata fino al rischio di essere banalizzata. Per Eni si tratta di un concetto complesso, che impone di tenere insieme le decisioni di oggi e i loro effetti futuri, i risultati immediati e le conseguenze di lungo periodo, in un equilibrio tra azione individuale e valore collettivo, scelte quotidiane e grandi dinamiche economiche, sociali e ambientali.Questa visione si traduce nella strategia di Industrial Transformation, che integra la sostenibilità nei processi industriali e nelle scelte di investimento. Nei settori più esposti alla transizione, come raffinazione e chimica, Eni punta sulla riconversione degli asset esistenti verso filiere lower carbon, sulla valorizzazione di competenze, tecnologie e infrastrutture già presenti e sulla salvaguardia del capitale umano e industriale. “Vogliamo una trasformazione che mantenga l’intensità industriale in modo da avere un aumento dell’occupazione nel lungo periodo, rispondendo anche a un tema di riduzione di emissioni e di prodotti più sostenibili”, ha affermato Giuseppe Ricci, Chief Operating Officer Industrial Transformation di Eni.Biochimica, biocarburanti, circolarità, nuove tecnologie energetiche ed energy storage rappresentano alcune delle piattaforme su cui costruire il cambiamento. Una transizione che non significa sostituire immediatamente un sistema con un altro, ma governare la coesistenza tra business maturi ed emergenti, tecnologie consolidate e innovative, esigenze di breve termine e investimenti destinati a produrre risultati nel lungo periodo. Su questo punto si è soffermato anche Stefano Ciafani, presidente di Legambiente: “Per velocizzare la riconversione industriale del nostro Paese è fondamentale accelerare gli iter di risanamento e bonifica dei siti inquinati e avere ben chiaro cosa fare in queste aree, dove è necessario creare nuovi cicli produttivi coerenti con il percorso di decarbonizzazione che vogliamo realizzare”.Il tratto comune dei progetti descritti nel report è la trasformazione dell’esistente: mantenere l’intensità industriale dei siti, valorizzare le competenze, accompagnare le persone con percorsi di reskilling e upskilling, rafforzare il dialogo con territori, istituzioni, ricerca e stakeholder. Una transizione che, per essere davvero sostenibile, deve essere ambientale, economica e sociale insieme. – foto mec/Italpress –(ITALPRESS).

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