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sabato 04 aprile 2020

TURBATIVE — il Blog di Franco Bonciani

Franco Bonciani

Franco Bonciani, fiorentino, uomo di sport in generale e piscinaro in particolare. Con uno sguardo attento e scanzonato su quello che gli succede attorno

Covid, vade a un metro - Gli arresti domiciliari

di Franco Bonciani - sabato 21 marzo 2020 ore 12:11

Il vassoio di carne macinata, di quella da ragù, e un po’ di salsicce. Come optional ci starebbero anche dei funghi, magari secchi e ammollati in acqua tiepida per almeno una mezz’ora, ma non ne ho. Gli odori, preparo il battuto con cipolla, carota e sedano e lo faccio andare con l’olio nella pentola, attento che non si attacchi. Aggiungo un po’ di acqua alla volta, per tenere bassa la temperatura, tutto si ammorbidisce dolcemente, il soffritto è ok.

Le giornate in casa scorrono lente, due passi fra il frigo e il divano, qualche telefonata, uno sguardo al mondo sul web, i social, un libro, qualcosa da rimettere a posto (foto, files del pc, documenti). Ti arrivano dagli amici i video e i meme su whatsapp, non tutti da fascia protetta, gli dai un’occhiata e sorridi, alcuni sono carini.

Penso, come Igor in Frankenstein Junior, che potrebbe essere peggio: potrebbe sparire Facebook.

Ti sembra di vedere crescere un po’ di nervosismo, almeno sui social, tipo verso chi ha un cane da portare a spasso e sgamare la clausura. Gli contano i passi, il tempo che Fido ci mette a farla, insomma, anche a questi cani diamogli una regolata! Urge un gps da collare per controllare a che distanza dalla residenza depositano i loro bisogni.

Col soffritto al punto giusto, butto in pentola la macinata di manzo, circa un chilo, e quei tre etti di salsicce, per farle rosolare e diventare bianche, girandole un po’. Dosi assolutamente casuali, se si avesse più carne (come dovrebbe essere!), basta aumentare tutto in proporzione e allungare i tempi di cottura.

Il figlio è felicemente segregato in camera, studia (dice) e videochatta con i compagni di classe, la scuola si è attrezzata da oggi per qualche lezione via web. Le tecnologie ci sarebbero ma pare che un compagno di classe abbia difficoltà di connessione, è un problema andare avanti nel programma. Nel mentre, le chat continuano. Leggere un libro? Forse.

La carne adesso è rosolata, quel colore rossiccio è sparito, ben mescolata nel soffritto, è il momento di versarci un bicchiere pieno di vino rosso e farla insaporire.

Ripensi al paradosso di una pandemia che si è diffusa in pochissimo tempo (una volta ci volevano anni, adesso basta un mese, è la globalizzazione) che ha, di fatto, reso enorme e irraggiungibile un mondo che ci sembrava diventato piccolo

Strade e treni ad alta velocità, offerte di voli low cost, esci di casa, tramvia, Peretola, trovarsi a Tokyo era un baleno: adesso anche arrivare a Sesto Fiorentino è un’avventura, non si può, c’è il penale se ti beccano! Frontiere chiuse e speriamo riaprano, ma non è detto.

E’ il momento del pomodoro, intanto la conserva, il concentrato di pomodoro in tubetto, ne spremo almeno un terzo (dipende se è doppio o triplo concentrato). Poi aggiungo una bottiglia di passata, meglio se grossa, riempio la bottiglia della passata con acqua tiepida, la agito per raccattare tutto il pomodoro rimasto, lo verso nella pentola. Salo, e mescolo bene. Adesso si lascia a sobbollire, fiamma al minimo.

A chi manca la corsa, a chi la palestra, ad altri la nuotata o la bicicletta, tutti con ottime ragioni, un po’ meno chi va in crisi di astinenza da apericena

A me manca molto il lavoro, lo stare coi ragazzi, le camminate in centro a Firenze. 

Poi pensi a tua sorella e a quell’amica, la prima infermiera al pronto soccorso e l’altra in rianimazione, e quando ci parli forse ti rendi conto che se a te va male c’è a chi va peggio, e se la sola cosa che puoi fare per dare il tuo contributo è stare a casa, fallo

Se proprio vuoi uscire fa che sia per aiutare il prossimo, consegnare delle medicine a chi non può muoversi, una spesa a una signora che potrebbe essere tua madre.

Il ragù è alla quarta ora di cottura, un assaggio, una aggiustatina di sale e il rumore, quel placido plop plop che ha accompagnato il lungo sobbollire può svanire: lasagne, maccheroni, tortelli di patate, siete pronti?

Intanto vedi alla televisione che tutti i fenomeni in giro per il mondo che ci prendevano per appestati e ci sfottevano iniziano ad avere i loro problemi: assalti ai supermercati, scuole chiuse, attività che si fermano, quarantene dappertutto.

Negli Stati Uniti code ai negozi di armi: da quelle parti il padrone di Fido rischia grosso.

Siamo tutti nelle stesse condizioni e se ne esce tutti o non ne esce nessuno. Finché non si trova una cura anche un focolaio in Arkansas o nella Kamchatka può far ripartire la rumba.

Spento il ragù bisogna verificare che in giro per casa non ci siano odori molesti che accolgono la mia sposa al rientro da una giornataccia in redazione. Apriamo le finestre per garantire la ventilazione trasversale, indossando doposci, sciarpa e passamontagna, fa freschino. Usciamo anche compulsivamente per le scale, aspettiamo una decina di secondi prima di rientrare per capire che effetto fa rimettere il naso in casa. E' il momento di maggior suspence della giornata, speriamo di farcela. Lei torna, la prova olfatto è superata, evviva!

Possiamo cenare, c’è il Monopoli o, al limite, il flashmob del giorno che ci attende, qualcosa in tv, magari una serie su Netflix…

Ne usciremo. Sperando che succeda prima che, dove non arriva il coronavirus, ci pensino i trigliceridi.

Franco Bonciani

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