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Attualità lunedì 05 aprile 2021 ore 18:14

Covid, focolaio nel borgo: ora i positivi sono 50

provette test coronavirus

Il paese registra l’indice di contagio più alto tra i comuni della provincia: molti gli asintomatici. Il Comune: “Situazione sotto controllo”



LONDA — L’aumento dei casi Covid registrato in Valdisieve negli ultimi giorni riguarda anche il piccolo centro di Londa. Qui – come ricorda il Comune – si è verificato un focolaio, nelle scorse 72 ore ci sono stati otto nuovi casi di Coronavirus che hanno portato a 50 gli attuali positivi. Per la metà asintomatici. 

Una situazione che – rapportata alla densità del piccolo centro – è significativa, tanto che Londa è al momento il comune della provincia di Firenze con il più alto indice di contagiosità. Alla luce dei dati forniti dalla Asl Toscana Centro, l’amministrazione municipale ha voluto fare il punto della situazione che – dicono dal municipio attraverso una nota diffusa via social – è comunque sotto controllo.

“Cari londesi – scrivono dal Comune - il dipartimento di Igiene Pubblica ci ha comunicato altri 8 casi Covid negli ultimi 3 giorni facendo salire il numero dei casi totali, attualmente attivi a 50, un numero importante per il nostro paese che ci fa essere il comune della provincia di Firenze con il più alto numero di incidenza secondo il rapporto 250 casi ogni 100.000 abitanti.

Vorremmo però tranquillizzare la popolazione e rassicurarli sul fatto che sono state attivate tutte le procedure necessarie a contenere il contagio. Le avvisaglie del focolaio si sono manifestate venerdì 26 marzo quando abbiamo rilevato, dai dati forniti giornalmente dal dipartimento di Igiene Pubblica, 2 casi che ci hanno fatto pensare ad un possibile rischio focolaio”.

“Come amministrazione – si legge nel post pubblicato sulla pagina facebook del Comune - abbiamo subito contattato il Dipartimento di Igiene Pubblica, che ha attivato nel giorno stesso uno screening di massa sul potenziale luogo di focolaio. Nella stessa mattinata abbiamo contattato la Regione per richiedere che il comune di Londa fosse messo in zona rossa a scopo precauzionale a prescindere dal colore della regione stessa. Dalle informazioni ricevute abbiamo appreso che visto tutta la Regione sarebbe passata in zona rossa e pertanto era inutile richiedere un'ordinanza specifica della per il nostro comune".

"Nonostante questo - ricorda il municipio - sempre nella giornata di venerdì 26 marzo abbiamo deciso di introdurre misure restrittive per l’accesso ai parchi ed alle aree verdi. Lo screening del Dipartimento di Igiene Pubblica ha effettivamente evidenziato la presenza di un focolaio sul nostro territorio Comunale ed ha già nella giornata di venerdì 26 marzo disposto l'isolamento per le persone risultate positive e messo in quarantena le persone considerate contatti. Da quel giorno il Dipartimento di Igiene sta monitorando costantemente la situazione e così come con la Asl ci confrontiamo quotidianamente per valutare la situazione".

"Al momento il responsabile del Dipartimento di Igiene Pubblica ci ha tranquillizzato informandoci che la situazione è sotto controllo e non sono state rilevate situazioni di particolare rischio. Lo screening sarà ripetuto nella giornata di domani ed in base al risultato prese ulteriori decisioni. L' aumento dei casi in questi 10 giorni era preventivato, data la rilevazione di un focolaio, e la curva dei contagi dovrebbe cominciare a decrescere non appena superato il picco di questi giorni".

"Per tranquillizzare ulteriormente la popolazione crediamo sia giusto, visto che si parla di numeri ed indici esaminarli nel loro complesso. Come detto il numero di casi attivi ad oggi su Londa sono 50 che rapportati alla popolazione di Londa 1843 (dati Asl) sono poco meno del 3% della popolazione. Di questi il 50 % è asintomatico, l’altro 50% presentata sintomi per fortuna non gravi”.

“Nell'arco di tutta la pandemia – aggiungono dal Comune facendo il quadro della situazione epidemiologica complessiva - partendo da marzo 2020 data di rilevamento del primo caso su Londa abbiamo avuto circa 180 casi dei quali circa il 65% asintomatici, il 28% con sintomi da lievi a moderati (senza ricovero) ed il 7% circa con problemi che hanno richiesto il ricovero in ospedale quasi tutti durante la prima ondata del 2020. Purtroppo, in tutta la pandemia abbiamo avuto 2 decessi ed alcuni concittadini che faticano tutt'oggi a ristabilirsi del tutto. Proprio in funzione di questi dati, perché le vite umane sono persone non numeri, abbiamo e stiamo prestando la massima attenzione sotto ogni aspetto della pandemia".

"Consapevoli della stanchezza di tutti e dell'esasperazione per una situazione che non sembra voler finire rinnoviamo l'invito – concludono gli amministratori di Londa - a rispettare le disposizioni del governo in materia di anti-Covid, unica forma possibile per limitare efficacemente il virus fintanto che la campagna vaccinale non avrà raggiunto una percentuale elevata della popolazione”.

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