Cronaca Mercoledì 14 Gennaio 2026 ore 08:55
Trovata morta nel bosco, fermati il compagno e l'amica

Il corpo della donna era stato rinvenuto su un sentiero accanto a un masso insanguinato. L'inchiesta è per omicidio volontario. Il movente dei soldi
FIRENZE — Era il 2 Luglio scorso. A San Godenzo, veniva rinvenuto lungo un sentiero tra i boschi il corpo di una donna di 52 anni di nazionalità tedesca. Un mistero. Ma ora sul giallo gli inquirenti gettano un cono di luce: i carabinieri all'alba di ieri hanno eseguito il fermo di due persone, il compagno della signora, 52 anni, e un'amica 59enne, entrambi fiorentini.
Per loro l'ipotesi di reato è di omicidio volontario. Secondo gli investigatori, il movente sarebbe stato la riscossione del premio assicurativo delle polizze intestate alla signora: 3 milioni di euro circa.
E quindi l'avrebbero stordita con un farmaco, condotta in quel punto e colpita alla testa con un masso uccidendola. Proprio il ritrovamento immediato sulla scena della pietra insanguinata aveva portato subito la procura fiorentina ad aprire un fascicolo per omicidio, anche se nessuna pista era stata scartata. Poi l'autopsia. Le indagini. Ieri sera i fermi: per i due si sono aperte le porte del carcere di Sollicciano.
Contestualmente sono state effettuate perquisizioni domiciliari, locali e informatiche a carico dei due fermati ma anche di un consulente del lavoro, indagato per concorso in frode assicurativa.
Agli indagati sono contestati, a vario titolo, anche reati di maltrattamenti aggravati contro i familiari, truffa aggravata e frode assicurativa.
Nelle pieghe dell'inchiesta
Il compagno e l'amica sono accusati dell'omicidio premeditato della cittadina tedesca Franca Ludwig. A eseguire il fermo sono stati i carabinieri de nucleo investigativo di Firenze e della compagnia di Pontassieve, su disposizione della procura di Firenze.
Secondo le risultanze delle indagini, l'omicidio venne commesso nei boschi lungo la strada provinciale 95 del Castagno, a San Godenzo, proprio nel punto in cui un passante avrebbe poi trovato il corpo senza vita con ferite profonde alla testa e a un arto. La scena poteva suggerire l'ipotesi di un incidente stradale. Ma c'era quel masso insanguinato.
Le indagini comunque a quel punto si svolsero a 360 gradi fra attività di tipo tradizionale, tecnico, scientifico, nonché estese tramite strumenti di cooperazione internazionale giudiziaria e di polizia ai paesi di Germania e Georgia, giungendo alla individuazione ed escussione di oltre 140 testimoni.
Via via il quadro si chiarì. La scena suggestiva di un incidente stradale sarebbe stata 'montata' ad arte dai due fermati: "L’uomo quale ideatore, organizzatore e mandante; la donna in veste di organizzatrice ed esecutrice materiale del delitto", spiegano i carabinieri.
Un piano pensato da anni
E' emerso che il piano affondava le sue radici tempo addietro. L'uomo aveva conosciuto la vittima nel 2016. Da lì, ricostruiscono i militari dell'Arma, al fine di sottrarle denaro la avrebbe sottoposta "a un lungo processo di manipolazione affettiva culminato con l’induzione al concepimento, tramite ovodonazione eterologa, di un figlio nato nel 2025".
Poi, "avvalendosi in fase organizzativa ed esecutiva della complice, avrebbe ideato, pianificato ed organizzato il delitto sin da molto tempo prima della sua materiale esecuzione".
"Dopo avere acquistato, ad appena un mese dalla nascita del figlio, ben cinque polizze assicurative sulla vita della Ludwig versando la prima rata semestrale e pattuendo apposita clausola di triplicazione dell’importo assicurato in caso di decesso dovuto ad incidente stradale (per un indennizzo complessivo di oltre 3 milioni di euro), nel corso di un soggiorno turistico appositamente organizzato con il rassicurante coinvolgimento dei genitori, l’uomo avrebbe convinto la vittima ad effettuare una passeggiata all’aria aperta nei boschi del monte Falterona in compagnia della propria complice".
Così scattò la trappola: "La mattina del 2 Luglio, dopo averle somministrato occultamente una massiccia dose di ipnotico benzodiazepinico, l’uomo sarebbe uscito di scena affidando la fase esecutiva alla complice, la quale trasportata la vittima in stato di semi incoscienza a bordo della propria auto fino a raggiungere un tratto di strada isolato sul monte Falterona, scaricato il corpo sul ciglio della strada lo avrebbe ripetutamente colpito al capo con una grossa pietra sormontandolo poi con il veicolo, prima di abbandonarlo, allo scopo di simulare le tracce di un sinistro stradale".
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI










