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giovedì 19 settembre 2019

INCONTRI D'ARTE — il Blog di Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci

Riccardo Ferrucci è nato Pontedera e vive a Calcinaia. Giornalista e critico ha pubblicato numerosi volumi sul cinema e sull’arte. Tra le sue pubblicazioni “Paolo e Vittorio Taviani , la poesia del Paesaggio”, editore Gremese. Ha diretto la rivista letteraria Ghibli ed ha collaborato con importanti istituzioni pubbliche. Attualmente è funzionario della Regione Toscana.

Carla Tolomeo, la poesia dell’arte

di Riccardo Ferrucci - giovedì 22 agosto 2019 ore 07:40

Carla Tolomeo

In questi giorni presso la Galleria Contini a Cortina D’Ampezzo si può ammirare l’opera di Carla Tolomeo che presenta la sua suggestiva mostra “Never Rest” già ospitata alla Fondazione Bevilacqua a Venezia. Una delle mostre più belle di questa stagione in Italia. Carla Tolomeo nasce a Pinerolo (TO), ma cresce e studia a Roma dove si forma come pittrice. Incoraggiata, ancora bambina, da Giorgio de Chirico e in seguito da Guttuso, Gentilini e Attardi, nel 1971 inizia ad esporre a Lugano, trovando fonte d’ispirazione soprattutto nella pittura giapponese. Sarà un altro nome illustre della cultura, Giovanni Testori, a presentarla alla milanese Galleria Cavour, presso cui organizzerà la mostra Le storie di Erodiade. È a Milano dunque, che Carla comincerà una nuova fervida stagione artistica, mettendo a frutto gli studi fatti sull’opera dei grandi artisti classici, Vittore Carpaccio, Albrecht Dürer e Leonardo. Tra il 1976 ed il 1980 produce disegni, oli, incisioni ed espone in Europa: Vienna, Ginevra, Zurigo e Atene.

Nel 1997 inizia ad esporre le Sedie, che segnano una svolta nella sua produzione artistica. Con queste creazioni, vero pretesto di divertimento colto che è stato subito recepito dal mondo intero, la Tolomeo sorprende i suoi collezionisti. Come lei stessa scrive nella presentazione del suo primo catalogo dedicato alle Sedie-Sculture, la sua filosofia artistica consiste in una mutazione-trasformazione della sedia da oggetto qualunque a oggetto d’arte, partendo proprio dal più banale e domestico elemento d’arredo. Forte della sua esperienza di vita, dei suoi studi, della ricchezza delle sue ricerche su Borges, della sua bravura, del suo studio sulla pittura giapponese e degli insegnamenti del suo antico maestro, Giorgio de Chirico, Carla Tolomeo riesce a trasformare le sedie in totem, in un guizzo di pesci, in un fiore dalle dimensioni smisurate ecc. Le sue Sedie-Scultura diventano pertanto qualcosa di magico che rimanda ad un’infanzia quasi ritrovata, con un pizzico di malizia di chi la vita l’ha intensamente vissuta.

Di fronte alla sua opera viene alla mente il gioco che è alla base del lavoro di Enrico Baj, un grande artista capace di reinventare l’arte partendo da materiali diversi : specchi, tessuti, elementi idraulici. In questa mostra le sedie, ricreate con rara raffinatezza, sono protagoniste di un gioco infinito di variazioni cromatiche e sogni. “Perché sedie, sempre sedie, solo sedie? Forse - ammette Carla Tolomeo - perché nascondono un peccato; e magari lo evocano. La sedia – ella aggiunge – per me è un ritratto, e può diventare persino un autoritratto.” Carla Tolomeo dal 1997 accantona il suo amore per la pittura per dedicarsi alla sua nuova forma d’arte: la sedia. Ora ella non rappresenta ma presenta. È uscita dalla superficie illusoria per costruire sedie che sono reali e nel contempo irreali. In un certo senso è diventata, manualmente, un’artigiana: lavora con passamanerie e velluti, con gommapiuma e tessuti raffinati. Ma la materia dell’arte, si sa, oggi può essere anche quella. Importante, essenziale, è il risultato.

Come confessa l’artista: “ sedie e dipinti, che, a ben pensarci, sono la stessa cosa. Un lungo racconto di suggestioni, fantasie, immagini, che si trasformano in oggetti o dipinti, sul filo della mia infinita immaginazione.”

Vorrei in questa ricca mostra soffermare la mia attenzione sui dipinti, in particolare quelli di omaggio a Pontormo, dove si coglie perfettamente la poesia e la bellezza del linguaggio dell’artista. Come dice la Tolomeo : “Negli ultimi anni mi sono dedicata al grande Pontormo i cui drappeggi, che tento di riprodurre all’infinito, diventano psicologia e linguaggio, il suo colore, il ritmo delle sue forme mi incitano a una gara con me stessa, i tessuti dipinti sono gli stessi che uso quotidianamente e che sono il vero stimolo della mia creazione.”

Dalla “Visitazione, studio per drappeggi” all’Angelo” allo “Studio per la Deposizione “ il magico mondo dell’artista toscano rivive nella modernità del linguaggio della Tolomeo, che comprende che per capire chi siamo oggi si deve risalire sempre alle radici: andare e ritornare sempre, onde evitare di considerare l’esistente come la realtà assoluta. Se uno vivesse solo nella contemporaneità, potrebbe avere la sensazione del caos: solo tornando indietro il caos si ricompone in un ordine con un suo senso, diventa un processo con una sua logica. L’arte di Carla Tolomeo ci inviata a guardare al passato per comprendere il presente e gettare uno sguardo illuminante sul futuro.

Riccardo Ferrucci

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