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Martedì 21 Aprile 2026

PAGINE ALLEGRE — il Blog di Gianni Micheli

Gianni Micheli

Diplomato in clarinetto e laureato in Lettere, da sempre insegue molteplici passioni, dalla scena alla scuola, dalla scrivania alla carta stampata, coniugando il piacere della scrittura con le emozioni del confronto con il pubblico, nei panni di attore, musicista, ricercatore, drammaturgo e regista. Dal 2009 è iscritto all’Ordine dei Giornalisti della Toscana riversando nella scrittura del quotidiano le trame di un desiderio di comunicazione in cerca dell’umanità dell’oggi, ispirata dalle doti dell’intelligenza, della sensibilità e della ricerca della felicità immateriale.

​La ris(u)onanza

di Gianni Micheli - Martedì 21 Aprile 2026 ore 08:00

La musica contemporanea risiede in luoghi inaspettati. Come un luogo di cura, ad esempio. Uno di quei luoghi specializzati dove entri per una risonanza magnetica o RM o RMN (Risonanza Magnetica Nucleare) ed esci con la consapevolezza d'aver assistito ad un accattivante e perturbante concerto percussivo dal biglietto un po' salato.

Che poi, se ci pensi: con quell'unico biglietto - al di là della cura - puoi permetterti un ascolto del concerto da sdraiato su un comodo lettino perfino ad occhi chiusi con uno strepitoso a tu per tu con l'orchestra direttamente nelle orecchie, provviste di comode cuffie, senza nessuno, dico nessuno, che faccia un commento, emetta anche una sola vocale, tossisca, batta il piede o ti chieda, sussurrando: "Ma a lei le piace?". Tutto ciò senza smoking e in mutande, perfino! Al concerto in mutande... già, basterebbe questo!

Sì, il costo vale lo sforzo. Convincitene! D'altronde, se non puoi fare altrimenti, perché devi fare la risonanza e perché il medico l'ha prescritta, perfino con urgenza, e devi tirare fuori il bancomat e far finta di niente, non ci perdi proprio nulla a trasformare il disagio, e il "che fastidio", e la consapevolezza di una sanità pubblica votata all’anno prossimo venturo, in un'indagine serrata per le orecchie, in un dialogo sulle prospettive della composizione musicale per la mente, in uno studio simbolico dei battiti e dei contraccolpi, in una percezione del mistero magico delle ripetizioni che ti unisce, se vuoi, all'umanità di ogni epoca e di ogni tempo, fino al primo sapiens che si trovò a battere un sasso su un osso in una grotta. E a ricavarne un qual certo piacere.

Io l'ho fatto e ne sono rimasto abbagliato.

In verità il concerto è perfino un film. In una risonanza, difatti, i suoni, gli impulsi, le vibrazioni, i martellamenti, costruiscono e definiscono immagini. Ma, mentre l'immagine è troppo ancorata al reale e al dolore e a quello che ne sarà di te nel prossimo futuro, per affascinarti - se fosse diversamente sai quanti ne troveresti di questi filmati di ossa, muscoli e tendini nei social! - il lungo parlarti per botte e risposte dello Spin Echo, del Gradient Echo, dell'Echo Planar Imaging, dell'Inversion Recovery e così via (non che io ne sappia niente, personalmente, è quanto sono riuscito a trovare online) è o può diventare puro piacere uditivo. Musica elettronica da sballo con un minimalismo alla Steve Reich e ritmi meccanici alla Kraftwerk. Godimento tridimensionale.

Ora che ci penso mi viene quasi voglia di registrare il tutto alla SIAE così ci tiro su perfino qualche soldo.

Titolo del brano: La ris(u)onanza. Tempo 4/4. Carattere del brano: meccanico, ossessivo, crescente. Strumenti suggeriti all'esecutore: percussioni metalliche (piastre, tubi, rullanti), elettronica come se piovesse, voce ritmica per restare umani.

Sezione A: colpi secchi sul primo e terzo tempo, dinamica dal mezzoforte al forte per 8 ripetizioni. Sezione B: rullo veloce in sedicesimi, accento iniziale forte poi decrescere per 6 ripetizioni. Sezione C: primo colpo isolato poi tre colpi ravvicinati per 5 ripetizioni. Sezione D: sedicesimi continui in accelerando con finale lungo in glissando o crash per 3 ripetizioni con crescendo. Gran finale di tutti gli elementi con TAC regolari, TRRR sottotraccia e raffiche improvvise fino a concludere con uno stop netto.

Una meraviglia!

Non senti come suona bene? Per un solo concerto hai pagato un botto però, ora che ci pensi, conviene!

Gianni Micheli

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P.S. Ma quei luoghi specializzati che fanno la RNM la pagano la SIAE?

(Foto di copertina di David Trinks su Unsplash)

Gianni Micheli

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